Would you marry me? (part 2)

Ho fatto passare un bel po’ di tempo tra la prima e la seconda parte di questo articolo, ma è uno di quegli argomenti che mi fanno ronzare in testa mille idee e, spesso, mi occorre tempo per organizzarle.

Dopo la panoramica sugli abiti, è giunto il momento di parlare del matrimonio in quanto tale, tralasciando la parte estetica (che però mi piace troppo!!!)

Per anni sono stata una sostenitrice del movimento “Ti sposi? Ma che sei scema!”, o anche della famosa associazione “A convivere ci vado nel 2080”. Avevo un’avversione naturale per tutto quello che per me rappresentava una specie di trappola, un qualcosa che mi avrebbe fatta sentire limitata; è difficile da speigare ma al solo pensiero di dover fare una scelta simile, mi veniva l’ansia e la pressione mi saliva a 130-210. Nemmeno che questo rifiuto mi venisse da una qualche esperienza familiare visto che i miei genitori sono insieme da 46 anni, e ancora si scannano come se fosse il primo mese di fidanzamento 

Qualcuno mi diceva “E’ perché non hai incontrato la persona giusta”…bah….non lo so, nel senso che ci sono persone che sognano di sposarsi da quando hanno 5 anni e non credo che all’asilo abbiano trovato la loro anima gemella.

love 1

Nonostante le mie ansie e pippe mentali costanti però, non ho mai smesso di credere nel matrimonio in quanto unione e sacramento, solo che non lo vedevo adatto a me. Già sento le voci di chi dirà “Il matrimonio è ‘na cavolata, è solo un contratto”; vabbè, bella pè te se la pensi così. Tutto è “solo qualcosa” se non siamo noi a dargli un significato, e il matrimonio è una di queste; se ti sposi perché è figo fare il pranzo con 200 invitati, l’addio al nubilato/celibato e il viaggio di nozze in Papuasia con il presupposto che sti cavoli se non va perché “tanto c’è il divorzio”, embè allora si che è solo un contratto, anzi la tessera della Coop vale molto di più a confronto.

Non essendomi mai sposata, non sono un’espertona in materia, ma mi sono fatta un’idea del perché tanti matrimoni finiscono, e non sto parlando di chi scopre che ha le corna o roba simile perché li non è solo il matrimonio che deve finire ma anche la vita di chi ha tradito o fatto qualche altra minchiata ;). Ci sono un sacco di teorie sulle giovani coppie che non sono pronte a sacrificarsi, che non hanno voglia di scendere a compromessi, perché le coppie di una volta bla bla bla….Bè sicuramente c’è qualcosa di vero in tutto ciò, ma secondo me il punto è che ci sono persone che non sono adatte ad intraprendere una strada del genere, persone che non dureranno mai 20 anni con la stessa persona e lo sanno pure, ma scelgono di provarci perché va di moda, dopo 4/5 anni che stai insieme, fare il grande passo e organizzare sta giornatina da 30.000 euro. E’ come diventare genitori; secondo me il 75% della gente che ha figli andrebbe messa in galera perché assolutamente non è capace di tirarli su come si deve, pensano che rimarranno bebè succhia latte per tutta la vita e quando il gioco si fa duro li lasciano a se stessi; ecco così che abbiamo eserciti di 15enni che sputano per terra, si ubriacano ovunque e hanno un senso civico che manco un vichingo.
Scusate la deviazione, ho preso la palla al balzo 😉

Credo che prima di fare un passo del genere, ovvero decidere di voler provare a passare la tua vita con qualcuno, ci si dovrebbe rendere conto di chi siamo e a cosa possiamo tener fronte. Certo, anche l’unione con i migliori propositi può finire, ci sono coppie che si lasciano dopo 15/16 anni e allora non puoi dire che è sttao tempo sprecato o una scelta sbagliata, è solo andata male.

Detto questo, io la mia idea l’ho cambiata. Sarà perché ho incontrato l’uomo giusto (vabbè questo si vedrà, non vorrei mettere le mani avanti ora), sarà perché sono cresciuta, non lo so….forse mi sono solo giocata gli ultimi 2 neuroni che avevo, ma nella mia testa e anche nel mio cuoricino non sempre romantico come oggi, c’è quel desiderio di costruire qualcosa che va oltre il tempo, oltre le difficoltà e che, tra liti e baci, potrà forse durare per sempre.

A huge kiss
Emma York

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28 thoughts on “Would you marry me? (part 2)

  1. Perbacco, sei felice e innamorata, e soprattutto mi sembra tu stia affrontando tutta la trafila dell’organizzare l’evento come una grande festa.
    Conta lo spirito, la passione, la voglia di vivere, in tutte le scelte che si fanno, in barba alle statistiche, alle esperienze degli altri e in barba, soprattutto, ai propri pregiudizi. Bello cambiare idea!

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  2. Emma, io ci ho provato e non è andata bene ma continuo a pensare che il matrimonio sia uno dei viaggi più belli della vita. Ti auguro ogni bene in cambio di questa sensazione meravigliosa di donna innamorata che ci hai regalato. E che a me ha ricordato quanto si può essere pazzamente felici.

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    • Puo’ andare beneco male per tutti, purtroppo non ci sono garanzie. Sono pero’ certa del fatto che la tua esperienza ti abbia arricchito e lasciato ricordi stupendi. Grazie mille per le tue parole e la tua sensibilita’.
      Un bacione

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  3. Ciao Emma, giunta qui oggi. Che dirti, un matrimonio fallito alle spalle ma durato abbastanza a lungo da non avere rimpianti, tante certezze nel dopo, che mai più e bla bla bla bla e poi appena il cuore ritorna a battere la voglia di casa e famiglia torna prepotente. Fai del tuo meglio e continua a sorridere. bel blog, ti seguo.

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