– Give Thanks –

Da 3 ore, oggi, negli Stati Uniti è il giorno del Ringraziamento, una ricorrenza importantissima per la tradizione americana, quasi al pari del Natale. Sebbene il primo della storia srmbri essere stato celebrato nel 1621, fu Abramo Lincoln nel 1863 a rendere annuale questo evento, così che tutti avessero un modo per ringraziare Dio, la famiglia, gli amici per i prosperi raccolti e per tutto ciò che di bello avevano nelle loro vite.

Non avendo dedicato un post a quello canadese, che si festeggia ogni secondo lunedì di ottobre, voglio almeno scrivere un piccolo pensiero al “Thanksgiving” americano che invece cade ogni quarto giovedì di novembre.

Io vi ho preso parte per la prima volta l’anno scorso, super entusiasta ed emozionata dopo averlo visto per anni in tantissimi film 😉 Non vedevo l’ora di assistere alla preparazione di ‘sta briscola di tacchino che tutti cucinano (buonissimo, momenti pure la teglia mi mangio!), accompagnato da purè di patate, gravy,salsa di mirtilli e stuffing.

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L’atmosfera che si respira nelle case in occasione del Ringraziamento è veramente stupenda; tutti sono felici e si adoperano per apparecchiare e rendersi utili (pure i ragazzini rompi palle che di solito non vogliono fare una ceppa). Tutto è decorato con i colori dell’autunno e per i più tradizionalisti addirittura è gia tempo di inserire qualche piccolo addobbo natalizio.

Mi sono goduta ed ho sinceramente apprezzato questa festa per 2 anni consecutivi; per questo ci tengo ad augurare un felice ringraziamento ai miei amici americani (blogger e non) ed al popolo statunitense in generale ;)))

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Happy Thanksgiving to all Americans!!!!

With Love,

Emma York

Il passato?! Meglio quello di verdura che quello di lui!!

Ovviamente questo post è applicabile sia sugli uomini che sulle donne ma, come sempre, mi dedico all’universo femminile di cui, con tanta fatica, faccio parte 😉

“Sindrome di Rebecca” la chiamano (a seguito del famoso film di….bla bla bla andatevelo a cercare se vi interessa), io la chiamo “se nomini la tua ex un’altra volta ti accoppo”. Si si, già li sento i commenti dei saggi che considerano la gelosia nei confronti del passato del proprio partner infantile, inutile e quant’altro. E hanno ragione! E’ infatti controproducente, spesso insensata, a volte fuori luogo,ma c’è! E per 20 donne che non si pongono proprio il problema, ce ne sono altre 350 che ci si arrovellano tutti i santi giorni.

E’ una serata tranquilla, sei in macchina con lui e tutto fila liscio, non c’è nulla che non quadra ma… ad un tratto…dal nulla…..ecco che il pensiero si insinua. Ma avrà trascorso con lei (o loro) le stesse serate che ha trascorso con me? Quindi tutto quello che vive con me lo ha gia vissuto con altre?

E giù a sfracellarsi il cervello con 2000 pipponi mentali che non servono assolutamente a nulla ma che ci fanno odiare a tratti l’altra persona. Dunque il poveraccio di turno a volte, si deve sucare cambiamenti d’umore repentini con sfondi  assassini per cose che ha fatto anni prima.

Per non parlare poi se, per caso, il malcapitato vi ha confessato di aver tradito qualcuna delle sue ex e allora….si salvi chi può!!!!! Ogni scusa è buona per intavolare sbroccate colossali, anche queste dal nulla spesso e volentieri ;))

Si perché sti poracci di uomini pensano, purtroppo, che essendo sinceri e sputando giù tutte le schifoserie fatte nella loro vita, si guadagneranno un posticino sicuro nel girone dei “sinceroni”. Sbagliatissimo!!!!

Questo è il modo più veloce per finire al reparto rianimazione e rimanerci per 2 o 3 anni.

Credo proprio che sotto questo aspetto, uomini e donne dovrebbero collaborare in maniera più scaltra tipo: non dire troppo sul proprio passato, non chiedere troppi dettagli, così da evitare sicure crisi di panico.

Ma c’è chi dirà : “se non dico nulla e poi lei lo scopre da sola, sono caxxi!”. E come darvi torto?

Dunquela soluzione è…….nessuna!!!!!!! 😀

C’è poco da fare, ci tocca, chi da una parte e chi dall’altra, cercare di “maneggiare con cura” la situazione e, se possibile, uscirne vivi ;)))))

Attenzione però, a non lasciare che il “passato” torni nel presente sotto forma di messaggi di auguri ed innocenti telefonate per sapere come sta la mamma o minchiate simili. “Perchè non posso essere amico della mia ex????” “No se vuoi vedere la luce un’altra volta!”.

“Oddio Emma, ma non ti sembra di esagerare?”

“E come se mi sembra!!!!!”   ;))))))

A jealous kiss,

Emma York

LA VITA NON VISSUTA

Tante anzi tantissime volte avrei desiderato fare di più, o semplicemente in modo diverso. Altre invece mi fermo a pensare: “cavolo ho 26 anni già, riuscirò a fare tutto quello che sogno?”
Di idee, avventure, viaggi, spunti di vita, ne abbiamo molti, ci arrivano da tutte le parti; la mente viaggia, ogni scusa è buona per immaginarsi a vivere a New York come in ” Sex and the city” o “Gossip Girl”, ma allo stesso tempo che bello invece crearsi la propria famiglia nel posto in cui sei cresciuta e hai tutto…..ma allora avere una carriera super dinamica che mi porta a viaggiare in tutto il mondo?
Troppe cose, troppe opzioni, troppi sogni e una vita sola per realizzarli. Ma c’è anche una vita sola per essere felici, e anche se quello che dico non lo metto esattamente in pratica, credo che più che a pensare a quello che non abbiamo vissuto dovremmo focalizzarci su ciò che abbiamo scelto ed esserne felici.
Esiste però chi non ci ha preso proprio e nella sua vita ha fatto un disastro….e allora? Allora chi lo sa,non c’è una ricetta magica , ci siamo solo noi e quello che ci aspetta.
Come disse qualcuno “Nessuno esce vivo dalla vita”

Xo xo
Emma York

-Goodbye Darling-

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A differenza del 90% dei miei post che di solito sono leggeri e divertenti  (almeno spero), questo sarà un po’ più profondo ed è anche uno dei motivi per cui sto andando a rilento ultimamente.

Quando atterrai per la prima volta in questo gigantesco paese, non conoscevo praticamente nessuno. Non avevo un lavoro, non avevo amici, non sapevo se mi sarebbe piaciuto, come a tutti quelli che  hanno fatto una scelta come la mia credo. La prima notte mi sono svegliata piangendo e ho sentito un panico dentro di me che non avevo mai provato prima: ero sola. Per la  prima volta nella mia vita non avevo nessuna delle certezze che mi avevano accompagnata per tutta la mia esistenza. La mia famiglia, i miei più cari amici, il mio splendido e pigrissimo micione; erano tutti a 7.705 km da me.

Poi, in breve tempo, tutto è cambiato. Ho incontrato nuove persone, mi sono innamorata, ho cominciato a lavorare e a sentirmi a “casa”. Ovviamente niente e nessuno può sostituire i miei veri affetti, ma è possibile ricreare un ambiente in cui ci di possa sentire a proprio agio.

Poi una sera, 4 mesi dopo, ho conosciuto una di quelle persone che non si incontrano spesso. Per i miei stessi motivi lasciava la Grecia per venire qui, dall’altra parte del mondo, a cercare una vita migliore, un’avventura. Questo forse ci ha unite così tanto, la nostra storia così simile.

Ore e ore a parlare, a ridere, a costruire un’amicizia profonda che mi mancava,  a cui ero abituata in Italia e che avevo lasciato con il cuore a pezzi.

Incredibile poi quante parole simili tra greco e italiano 😉

Tutte e 2 europee in una terra americana, potevamo scherzare e prendere in giro ‘sti soggettoni che pensano che il burro è meno grasso dell’olio d’oliva :))))

Grazie a lei sono riuscita ad ammortizzare le mie crisi, i miei momenti di sconforto, ho potuto piangere e telefonare all’improvviso alle 2 di notte solo per parlare. Questa persona meravigliosa mi ha fatto dimenticare per qualche minuto che mia madre, la mia mamma fantastica, non era li e che la mia migliore amica,  cresciuta con me, non era nella casa di fianco a cui potevo correre in ogni momento.

Il sogno canadese per ora non si è avverato per lei, ed è per questo che fra meno di 15 giorni sarà di nuovo ad Atene, pure più lontana dell’Italia.

Scrivo questo post come omaggio alla mia amica e per aiutare me stessa ad accettare il fatto che mi sentirò un pochino piu sola, per non dire molto.

Sono grata e felice di aver conosciuto una persona così speciale, con un grande cuore e un cervello niente male e spero davvero di poterla rivedere prima o poi.

Sperando di non essere stata troppo pallosa e sdolcinata, vi abbraccio e dedico un pensiero a chi come me, per scelta o per obbligo, è lontano dalla sua terra.

To my greek-canadian best friend, with deep love

Emma York

Tipologia di uomo n.5: il macigno

Se ti salvi da una serata con uno così, praticamente potresti pure essere immortale!

Che sia il fidanzato di un’amica o il ragazzo con cui stai uscendo non fa alcuna differenza, sarà inevitabilmente uno strazio.

Quando c’è lui la conversazione è estremamente pallosa anche se parli del quartiere a luci rosse di Amsterdam;poi se fai una battuta e per caso ci legge un qualche doppio significato che non gli quadra allora sparati proprio.

Questo soggetto pesantissimo che manco il girone più crudele dell’inferno se lo prenderebbe, non è necessariamente una cozza ambulante; può variare dal 30enne che ancora va in giro vestito come in primo liceo, al ragazzo mediamente piacente che volendo potrebbe anche risultare normale a prima vista.

Le prime volte che ci esci, soprattutto se sei il tipo di ragazza che ama i “parolari”, lo puoi trovare interessante e addirittura pensare “Che persona piacevole! Finalmente qualcuno pieno di argomenti che non sono calcio e tette!”. Eheh te piacerebbe vero?! E invece col cavolo!!!! Te lo devi sucare in tutte le sue sfaccettature di uomo stra sfascia maroni che ti sfinisce con le sue 3000 opinioni su tutto li scibile umano.

E poi arriva quel momento….quella sera al pub in cui uno dei tuoi amici (mortacci sua!!!)fa un riferimento politico o tira in ballo la religione…..e so problemi a quel punto. Questo individuo non si arrende mai, ha sempre ragione, conosce il 32esimo segreto di Fatima e ha un quadro completo della situazione economica, politica, sociale, surreale, animale ecc., del mondo, della Luna e qualcosa la sa pure su Mercurio. La maggior parte di quello che spara sono minchiate allucinanti, roba che il mio gatto si fa 4 risate alla faccia sua, ma prova a dirglielo e sei morta. Ma mica perché ti uccide, ma perché ti impicchi al primo albero che trovi.

Care  mie, con lui non la sfangate, quindi scordatevi di pagare qualcuno per farlo rapire perché ve lo riporterebbero dopo 2 giorni. Forse pure durante il sesso troverebbe qualcosa di palloso da dire, chissà.

Anche qui purtroppo mi trovo costretta a consigliare la denuncia immediata del trita maroni e il vostro impegno per provocare la sua morte sociale. Anzi sapete che c’è? Drogatelo e fategli tatuare sulla fronte: attenzione, rompo le palle…scherzavo, le stritolo proprio ;)))))

Ssssmackkkkk

Emma York

Non mi vedo ma ci sono!

Anche se sono un disastro e nelle ultime 2 settimane ci sto mettendo 3 anni per scrivere ogni articolo???

Non mi sono dimenticata del blog, anzi, mi sento in colpa per aver rallentato un pò la mia personale produzione di cavolate 😉 ma sono un pò più impegnata del solito e il mio cervello proprio non ce la fa a gestire 4 o 5 cose insieme; 2 sì, ma di più mi cadrebbero i capelli 😀

Allo stesso tempo però, passo costantemente a vedere le novità che scrivete anche perchè il blog è come una piccola casetta per me, mi sento al sicuro qui, in un mondo tutto mio.

Cercherò di ritornare alla normalità il prima possibile (si perchè lo so che non dormite bene se non mi sentite….ah..ah..ah) ma intanto godetevi la calma perchè poi quando torno alla carica non ce n’è per nessuno!!!

Un bacione a tutti voi, anche a quelli che stanno pensando “Emma York, ma perchè non ti spari?”

miss

Xo xo

Emma York