You just live once

È da un po’di giorni che mi frullano in testa delle idee, dei concetti, delle domande…O forse è di più, ma non ho mai voluto provare a cimentarmi in qualcosa di così complicato.
Il titolo del post è esattamente ciò su cui rifletto: viviamo una volta sola (per fortuna, troppa fatica :D). Ma allora come è giusto affrontare la vita? Con quale spirito e quale criterio?
_fare e provare tutto quello che ci passa per la mente, per non avere rimpianti: RISCHIARE
_cercare la tranquillità, andare sul sicuro, godersi senza angosce la propria esistenza: SICUREZZA
Sono entrambe allettanti queste opzioni, ma forse non ce n’è una migliore dell’altra, perché tutto dipende dal singolo individuo.
C’è chi ha provato di tutto, inseguito sogni e luoghi, avuto una carriera fantastica ed amori intensi, ma si è spento rimpiangendo la semplicità delle cose più piccole. E chi invece ha vissuto senza pretese, accontentandosi, e non si è mai perdonato di non aver osato.
Chissà se c’è una ricetta da seguire per la tanto agognata “vita perfetta” o se è tutto nelle mani del “cuoco” che la prepara  😉

Emblematic kisses
Emma York

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109 thoughts on “You just live once

  1. è un casino, ci penso spesso anch’io che vorrei fare millemila lavori e vivere in mille paesi, eppure non riesco ad abbandonare la sicurezza di questo lavoro che comunque mi piace… insomma, meglio una vita da 8, o puntare al 10 col rischio che si finisca depressi sul 5?

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  2. mi viene in mente Aristotele che ha passato molta parte della sua vita cercando “il giusto mezzo”. infatti qualche tempo fa avrei risolto così. oggi dico non lo so! io per esempio faccio a come capita. mi comporto in base alla situazione e alla persona che ho avanti. siamo troppo riflessive! 😉

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  3. Mi spiace contraddirti, ma in realtà si vive solo due volte:
    “You only live twice, one life for yourself and one more for your dreams” (cit. dall’omonima canzone).
    Quando ci penso mi accorgo che è proprio così.
    Bellissimo post. Ciao, Piero

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  4. Sono convinto che non esistano ricette valide, ognuno cerca la sua via.
    Ansie e rimpianti fanno parte di noi, bisognerebbe lasciarli scivolare altrove senza pensarci troppo…
    Personalmente sto provando a percorrere la mia strada senza guardare gli altri. E in questo mondo vivere senza continui paragoni e giudizi di valore sembra quasi impossibile.
    Ciao

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  5. Pingback: You just live once | mammacioccolata

  6. Il problema sono le aspettative e la realtà… C’è chi se ne va col rimpianto delle occasioni perse e chi se ne va ugualmente scontento, nonostante le occasioni le abbia colte tutte… Forse, bisognerebbe proprio evitare di porsi la questione. Vivere e basta.

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    • Ci provo, credimi, e a volte ci riesco, altre no. Conoscersi completamente è difficile, siamo esseri troppo complicati anche per noi stessi. E i rimpianti uccidono, è vero. Così come i sensi di colpa.
      Un bacio

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  7. Well, I have always believed you can be whatever you want to be.. and then I applied it to mean that I could be whatever I did not want to be either 🙂 I mean, not to want to be anything.. which makes for a simpler life.. dull, yes, but never stressful.. at least, not all the while..

    Thanks for this post..

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  8. Penso che dipenda dalle persone ma anche da quanto sono importanti le cose. Sono quasi sicura che a non rischiare mai si sbaglia, per le cose a cui si tiene bisogna rischiare, e su questo sono d’accordo con Piero e anche con Missiswhite. A volte cercare di capire cosa vogliamo veramente è così difficile che si ha la tentazione di arrendersi e di lasciarsi vivere un po’ alla giornata, “tanto la vita è quella che è” (frase che trovo spaventosa).
    Magari tenere un piede nella realtà, la consapevolezza che non è detto che riuscirai a realizzare tutti i sogni, però già provarci significa vivere più intensamente, è sempre un po’ la mia amata metafora del viaggio che cerco di applicare alla mia vita (non sempre riuscendoci, eh!). Avere una meta sì, ma godersi anche la strada per arrivarci, anche perché poi a un certo punto la meta può anche cambiare, ma è interessante il “come” sei arrivata dove sei arrivata (un po’ contorto ma spero di aver reso l’idea) 😀

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  9. Beh partiamo dal fatto che siamo esseri imperfetti e che vorremmo sempre l’erba del vicino perché è più buona.. scherzo… cmq si riflette sulle cose che uno non è riuscito o non ha potuto… a oggi consiglierei di saper cogliere le occasioni… lasciare la pigrizia x la prossima vita perché le occasioni si presentano una sola volta.. e la prossima toccherà a qualcun altro… tutti i giorni fremo perché sono chiusa in casa mentre la mia testa girovaga x il pianeta e poi finiaco con l’avvilirmi xche son sempre qui seduta a leggere e scrivere. Ma nn ci aonp giuate o sbagliate scelte. Bisonga fare ed osare con moderazione.. più o meno… ma mai lasciare stare

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  10. Secondo me, non esiste una verità assoluta; l’insegnamento che ho tratto dall’osare piuttosto che dal mantenere è uno ed uno soltanto: fai ciò che senti in quel momento, non una virgola in più, non una briciola in meno. In tal modo, infatti, avrai meno rimpianti. Forse.

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  11. Secondo me non ci sono soluzioni “per tutta la vita”: quello che va bene per un certo periodo, dopo un po’, potrebbe non soddisfarci più. Dovremmo poter vivere un po’ più giorno per giorno, senza lasciarci imprigionare nei ruoli. Ma queste, me ne rendo conto, sono solo parole, poi bisogna fare i conti con la vita! Infatti, con le nostre scelte, creiamo dei presupposti che inevitabilmente finiranno per togliere gradi di libertà al sistema. La situazione più comune nel pieno della maturità, per le persone che già possiamo definire fortunate, è “essere felici, ma… ”
    Chi ha l’amore rimpiange la libertà, chi fa un lavoro creativo rimpiange il posto fisso, chi se ne va libero e felice senza legami in giro per il mondo, a un certo punto si trova vecchio e solo… non è per niente facile la vita! E non possiamo dimenticare che abbiamo tutti un nostro punto di partenza: dobbiamo fare i conti con il nostro fisico, con la nostra psiche, con i condizionamenti sociali e familiari e con le “proposte” del destino o come altro vogliamo chiamare quel non so che che ci fa incontrare situazioni e persone nuove che possono imprimere un accelerazione al nostro tran-tran quotidiano.

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  12. Rischiare o non rischiare è un bivio davanti al quale ci troveremo infinite volte nella nostra vita… e niente e nessuno potrà indicarci la via corretta… impareremo sbagliando strada, e magari la volta dopo ciò che avremo imparato non servirà a nulla… È la vita… 😉

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  13. Good evening Emma,
    My first read on your blog… and I have come to find such philosophical pondering of life. Just what I so love to read… to attempt to understand the thoughts and reasoning of another. I agree that contentment of one’s life is certainly within the mind of the individual. I have lived a simple, unassuming life and find myself quite content. Yet… I think we all must chase our dreams or we will never find that contentment… for we would always live in wonderment of what if… I feel certain that the “chef” certainly has a hand in it all, but we all have been gifted with ‘free will’… and of course, that’s what makes it all so interesting…
    I want to thank you for dropping by my site and I’m very honored that you enjoyed your visit. I’ll be lingering here awhile absorbing your words… (sadly… through a not so perfect online translator)… Thank you so very much for introducing me to your site…
    Hope your evening is filled with beautiful moments…
    Michael

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  14. Certo, ognuno vive secondo il proprio temperamento…
    Il problema è che ciò avviene in modo molto spontaneo, le scelte sono spesso generate dal subconscio e dal subconscio messe in atto. Quindi poi ci si lamenta di non aver percorso una certa strada!
    Ma parliamo anche solo della parte conscia: ogni scelta ha dei pro e dei contro, non è possibile avere solo i pro di tutte le strade! Si deve mettere sui piatti della bilancia i pro e contro di ogni possibilità e poi scegliere quella dove la bilancia pende di più.
    Ma anche la strada per noi più adeguata ,quella con la maggioranza di pro, avrà dei contro. Pochi ma ci peseranno anche se sapremo di aver fatto in fondo la scelta giusta.
    La vita è tutta una scelta e non si può avere tutto e anche il contrario di tutto.
    Purtroppo.

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    • Tutto quello che dici è vero Marco, e quella bilancia di pro e contro è sempre in funzione ma, come dici tu, non pende mai da una parte sola. La vita è una sfida continua, eccitante e bastarda allo stesso tempo.
      Un abbraccio

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  15. Secondo me, la vita non deve essere pianificata. Le cose le dovremmo vivere sul momento, senza pensare al futuro. L’unica cosa che dobbiamo fare per vivere il futuro nel miglior modo possibile è capire i nostri errori del passato e cercare di non rifarli nel presente.
    Dobbiamo provare ad osare o a vivere in sicurezza a seconda delle situazioni.
    Capisco bene i tuoi dubbi e le tue insicurezze a riguardo. Io stessa mi pongo spesso le tue domande.
    La vita può sembrare breve se viene vissuta intensamente e può sembrare lunga se non la viviamo come vorremmo. Non credo esistano modi di fare “giusti” o “sbagliati”, non credo nemmeno che ci siano delle regole da seguire, dobbiamo solo cercare di comportarci a seconda di ciò che riteniamo opportuno per noi.
    Scusami se non sono riuscita a spiegarmi per bene, sono un po’ di fretta e appena ho letto il tuo articolo volevo darti la mia opinione subito.

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  16. Sempre qualche perla concentrata di filosofia di vita qui da te cara Emma… mi azzardo a dire la mia. La vita così come la stiamo vivendo in effetti è una e non potrebbe essere altrimenti, ma sono convinto che ci sia una parte immortale di noi, qualcosa che “ritorna” per apprendere un percorso che non può esaurirsi in una vita sola. Quale scuola si completa in un solo anno? Nessuna…
    Se dovessi scegliere uno stile di vita tra quelli che hai elencato non avrei dubbi: il primo. Non per smania di rischiare esperienze di ogni tipo ma per apprendere di tutto da tutti…
    Ma cosa ti frulla per la testolina, sorella? Ecco…quel sorriso che stai facendo adesso deve essere sempre la tua guida…poi che sarà sarà… 🙂

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  17. In primis la vita ‘perfetta’ non esiste. La perfezione è un lemma del tutto analogo a l’eterno o per sempre.
    Chi non rischia non rosica dice una massima. Quindi un pizzico di rischio serve a movimentare l’esistenza e farsi quel minimo di esperienza per affrontare il nostro futuro. Un pizzico di sicurezza serve, viceversa si rischia troppo e gratuitamente. Di vite ce ne è una sola e gli errori si pagano.

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  18. Un giorno di dodici anni fa , così , tutto di un tratto , il mio corpo si è spento , praticavo una disciplina sportiva molto dura e credevo che il mio fisico potesse sopportare tutto , ma una mattina in appena 1 ora tutto si è come spento . Se sono qui a scrivere evidentemente mi è andata poi bene e posso ritenermi fortunato ad essere tornato indietro dal viaggio intrapreso…beh da quel giorno tutto è cambiato dentro di me e credetemi tutto , anche la cosa più banale come un semplice sguardo di uno sconosciuto per me sono uno scopo per cui vale la pena di vivere…accontentarsi ?sognare ? va bene tutto purchè lo si faccia con il sorriso dell’anima come dico sempre , perché a volte anche un semplice cambio di atteggiamento nei confronti della vita , intesa come vita di tutti i giorni , può fare la differenza . La vita è unica , breve , ed anche un po’ bastarda , forse è fin troppo facile dirlo , ma vivere intensamente tutto quello che ci capita intorno senza cadere in inutili depressioni , è semplicemente vivere . A volte a quello che ci capita non esiste un perché , capita e basta , si cade , si risale e poi si ricade ancora per risalire più forti di prima….saluti a tutti

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  19. _già saper distinguere tra “il pensiero magico infantile” e il “principio di realtà” aiuterebbe a capire cosa è rischio e cosa è sicurezza, cosa è sogno e cosa illusione, quali e quante verità ci diciamo e quali e quante menzogne ci raccontiamo 😉

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  20. Secondo me l’equilibrio tra i due è una specie di utopio: fare “un po’ e un po’ ” è abbastanza assurdo, considerando che siano in fondo in balia del caso, della fortuna. Io penso che in fondo sia solo questione di conoscere bene sé stessi e le proprie potenzialità, ed in quel caso una intera vita tranquilla ed un unico significativo rischio possono valere quanto e più di essere sempre in uno dei due estremi o nel “grigio” mezzo. Naturalmente vale anche un rischio continuo ed un unico decisivo momento di sicurezza. Il problema è che vivere negli estremi o nel mezzo è rassicurante (paradossalmente) mentre una vita come secondo me dovrebbe essere ti puo’ portare ai rimpianti… al “magari se continuavo in quel modo”…

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  21. Sai qual è il problema? Che uno ci prova pure a darsi delle dritte nella vita. Sta lì, si ingegna, rischia, perde, riprova, sbatte la testa e, quando tutto finalmente sembra che come sperato… Niente, tocca ricominciare, perché l’incasinatore di ingredienti ha deciso di rimescolare tutto. Credo nel destino soltanto quando ho la certezza di aver fatto di tutto per dare un senso a delle cose che poi hanno continuato a non averne. Bella tosta la lotta tra volontà e fatalità. E, alla luce degli sforzi e dei sacrifici, a volte mi chiedo se non sia davvero meglio quella vita tranquilla che tu menzioni. Il fatto è che mi manca il coraggio di accontentarmi e… Quindi finché vivrò, continuerò a battagliare con i miei sogni, con le circostanze e con un destino, talvolta, di merda. Ciao 😊

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  22. Per fare tutto e di tutto non basta una vita sola. Tutt’al più si possono concretizzare alcuni desidere e raggiungere, con estrema fatica alcuni obiettivi. Spizzicare le torte ed i salatini che sono a migliaia di milioni è impossibile. Qualche assaggio sì, con moderazione, lo dico però oggi a 51 anni! Nel passato ho sempre fatto come cavolo volevo senza mai ascoltare i consigli di nessuno. Ho sbagliato? Avrò fatto bene? Non lo so comunque non ho rimpianti e almeno ci ho provato. Ed in certe situazioni “piccantine” mi sono anche divertita moltissimo! Sensi di colpa, sì. Ma con quelli non cancello ciò che ho fatto quando sapevo perfettamente di far nale a qualcuno. Oggi vivo giorno per giorno, combattiva dentro ma morigerata fuori perchè le stanchezze e la salute, così come la resistenza e la voglia di guerreggiare sempre sono calate. Ma dentro di me ruggisce ancora una tigre che difficilmente riuscerò a domare! Grazie per esserti iscritta al mi o”salotto virtuale” dove spero verrai presto a trovarmi. Buon sabato pomeriggio. Fabiana Schianchi.

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