Un saluto….

Non voglio essere ripetitiva ne scontata, e così come ho fatto per l’attentato di Parigi, farò anche in occasione dei funerali di Valeria Solesin, che si stanno svolgendo in queste ore.
Non la conoscevo ovviamente, dunque non spenderò parole sulla sua persona, cosa che invece faranno giustamente quelli che erano parte della sua vita.
Quello che voglio esprimere invece, è il mio dispiacere sincero per questa ragazza che non avrà più la possibilità di scegliere il suo futuro, perché qualcuno ha invece deciso di portarglielo via.
Il mio pensiero va alla sua famiglia poi, che sta vivendo ciò che ogni genitore o fratello teme di più al mondo e che, purtroppo, non ha rimedio.
La vita è una cosa meravigliosa, che dobbiamo vivere e onorare, consapevoli del fatto che siamo, ogni giorno che ci svegliamo, più fortunati di chi non vedrà più la luce.

Emma York

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17 thoughts on “Un saluto….

  1. Pensiamo però anche (e soprattutto) a chi è ancora vivo. E magari gli è andata male svolgendo un servizio allo stato anzichè guardando un concerto: per esempio i marò.
    Andrò contro corrente, ma… capisco i funerali di stato per Falcone e Borsellino, ma per una che si faceva i fatto suoi………. boh…..
    Diciamo che non è la persona nè l’importanza del suo operato a rendere importante la sua morte, bensì la spettacolarità del contesto in cui è avvenuta. Oltre che ,ovviamente, la vicinanza psicologica.
    Personalmente mi sento in lutto per Valeria esattamente come per tutti gli altri 129 (?) morti nell’attentato a Parigi, anche se i TG italiani non ne hanno riportato i nomi e non hanno intervistato i loro genitori.

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    • Io ho rivolto questo pensiero a questa ragazza perché è italiana. Per le altre vittime avevo scritto il post su Parigi. Chiaro che il pensiero è per tutti, questa ragazza è come fosse una rappresentanza in quanto veniva dal nostro Paese. Poi che c’entra, in questo caso c è stato un attentato, c è una situazione particolare. Sinceramente andare a tirare fuori i marò mi sembra fuiri luogo in questo frangente, nonostante godano del mia totale supporto.

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    • Poi Marco un altro piccolo appunto se mi posso permettere. Hai detto “per una che si faceva i fatti suoi”, be’, tutti quelli di Parigi si stavano facendo i fatti loro visto che gli attentati si sono svolti ad un concerto ed in un ristorante. Appunto per questo, la gente si fa i caxxi suoi e la ammazzano, mica se la sono cercata, non stavano in villeggiatura a Damasco.
      Un abbraccio

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      • si effettivamente…. come quando muore un militare di carriera oppure un motociclista professionista, diciamo che…sì: un po’ se la sono andati a cercare.
        Mentre quando succede a uno che si faceva i fatti suoi… pare meno “giusto”.
        Mah…. vabbè… siamo Italiani….

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      • Be’, il militare quando si arruola sa che va a rischiare, se non vuole non lo fa. Ma uno che va ad un concerto o a cena fuori semplicemente aveva fame, non auspicava a non rivedere l alba 😉
        Italiani o no, credo sia un discorso che non faccia una piega.
        Un bacione

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