Molto più di un libro

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Lo riconoscete? Si esatto, è proprio lui, il nostro mitico Avvocatolo, Massimo della Penna per quelli delle Poste  😉

Allora, ci tengo a precisare che, nonostante la mia innegabile simpatia verso questo soggettone che ci fa tagliare costantemente dalle risate, questo articolo è stato totalmente una mia idea. Anzi, quando gli ho detto “Voglio scrivere un articolo sul tuo libro…posso?” lui mi fa “Allora è vero che ti droghi….”

Io il libro ovviamente l’ho letto, quindi vi suggerisco il link su cui cliccare quando deciderete di acquistarlo (cioè subito) Libro di Avvo

A me personalmente è piaciuto molto, al punto che mi senitrei di consigliarlo come possibile regalo di Natale, visto che è originale, fate bella figura perchè un libro è sempre gradito e per giunta è molto più economico della maggior parte delle candele minchiose a forma di stella che vendono ovunque  😉

Giustamente però vi starete chiedendo “Vabbè ma ‘nsomma de che parla ‘sto libro?”. Ao calma, mò ve lo dico   😀

La trama è per nulla scontata e molto intelligente, proprio come il suo autore, ed oltre ad essere molto attuale è anche un pò machiavellica. Della serie, è un libro che va letto con il cervello acceso, quindi se avete le batterie scariche, lasciate perdere   😉

Il prologo del prof. Walker de L’ultimo Abele è ispirato alla prefazione (questa, autentica) del capolavoro dimenticato che è Una banda di idioti, dello scrittore morto suicida John Toole. La madre di Toole importunò il prof. Walker Pearcy finché questi non lese il manoscritto, innamorandosene e spingendo affinché venisse pubblicato.

 Il protagonista de L’ultimo Abele impiegherà oltre centocinquanta pagine a rivelare il proprio nome al lettore, vergognandosi per quel che esso evoca.

 E’ la triste, amara tragedia, in tre atti più prologo come si conviene ad una tragedia, di un avvocato emigrato per sfuggire alla fame.

 Le immagini della sua disastrosa memoria scorrono fluide.

 Sembrerebbe tutto già delineato sin dall’inizio, quando nella prefazione l’autore stesso anticipa che il suo amore morirà prima della fine del libro. In tale anticipazione c’è un chiaro rimando a Stoner, di John Williams, che si apre, appunto, con l’annuncio della morte del protagonista indiscusso del romanzo.

 L’ultimo Abele è un grido di dolore e un piccolo gesto d’accusa contro i pregiudizi.

 L’intento esplicito dell’autore è di ingannare il lettore su identità e caratteristiche dei protagonisti, facendo leva proprio sui pregiudizi. Persino la numerazione dei capitoli è semplice da capire, ma pare un piccolo enigma per chi non ha occhi allenati a guardare oltre le apparenze.

 E’ un esercizio letterario volto a dimostrare che anche il lettore più aperto e progressista, può ingannarsi pesantemente, distorcendo la realtà che gli si para cruda sotto gli occhi, e adattandola ai propri schemi mentali.

 Nel romanzo sono disseminati precisi indizi che dovrebbero indurre il lettore a comprendere cosa stia realmente succedendo sotto i suoi occhi, ma il pregiudizio sul famigerato id quod plerumque accidit (ciò che capita di solito) gli impedirà di capire il nome del protagonista se non quando viene svelato a pagina 160 circa, la sua vera storia d’amore, così come gli impedirà di cogliere tanti aspetti: chi è quell’uomo che ogni tanto compare, senza fiatare, rifila dei soldi a quello che parrebbe il protagonista chiave del romanzo, e poi scompare? Perché non parla mai? Perché ogni tanto lo si trova a sbirciare dalla finestra, le mani a coppa come paraocchi?

 La struttura, la forma e il contenuto sono quelli di una tragedia che ha i tratti e gli equivoci della commedia, una sorta di tragedia scritta da un buffone.

 La “Poetica”, ammesso ve ne sia nel romanzo, dovrebbe consistere in salti temporali frequenti nella prima parte, con una storia che sfugge tra le mani, molti dettagli stonano ma non è dato sapere perché né come. L’ilarità a tratti è surreale, ma spesso lascia il posto al dolore della vita. E la tragedia di questo buffone non riguarda i protagonisti, ma dovrebbe entrare nella vita del lettore con l’insistenza e l’ostinazione tipica dei “fatti”.

 I frequenti dialoghi diretti con il lettore sono chiaramente ispirati da analoghi “giochi” letterari presenti in Vita e Opere di Tristram Shandy, Gentiluomo (1760-1767), di Laurence Sterne, così come il rimando frequente ad un “clou” che tarda ad arrivare. Il libro si apre con l’annuncio di un triste epilogo, e si chiude con un triste epilogo.

Nel mezzo, tuttavia, c’è spazio per la speranza in un superamento dei pregiudizi.

Bè, che dire, ora un’idea ve la siete fatta. Vi ricordo ancora una volta dove poter acquistare “L’ultimo Abele” e…buona lettura! :))    Acquista ora, ma proprio ora eh!

Reading kisses

Emma York

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56 thoughts on “Molto più di un libro

  1. Pingback: L’ULTIMO ABELE | Nel giardino segreto

  2. Grazie della segnalazione. Non l’ho letto. Dalla recensione, il romanzo pare interessante anche e soprattutto per i suoi difetti, che non ne fanno un opera solidamente riuscita e inattaccabile, ma mettono in evidenza intenzioni, idee, pulsioni dell’autore. Forse non governate o architettate a dovere. Tuttavia, il tutto allude a una lettura stimolante. Grazie!

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  3. …e soprattutto ci rivela la fine del libro all’inizio! eheh! gran bel libro davvero e bello il tuo post!
    oh e finalmente ho recuperato tutti i tuoi ultimi post! ccccusa ma te li ho commentati tutti insieme! contenta, ve?
    bacillo!^

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  4. Sei bravissima Emma, hai fatto una bella recensione e lui se la merita, il libro io ce l’ho e lo leggero’ piu’ avanti, adesso con preparazione per pranzi, cene e quant’altro non ce la faccio, ne ho altri 3 da leggere ma sono proprio curiosa, con la tua recensione leggo prima il suo, 😀 un bacio cara, buon weekend, ❤

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  5. Non conosco Avvocatolo anche se mi capita di incrociare suoi commenti in post di blogger di rete comuni. La tua recensione mi ha fatto subito pensare a baricco e al suo Tre volte all’alba, libro che mi è tanto piaciuto, pur facendomi scimunire un attimo. Quindi un pensierino per Abele lo farò.
    In bocca al lupo, comunque, allo scrittore.
    Ciao e buone feste,
    Marirò

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  6. EMMAAAAAAAAAAAAAAAAAA cioè ti rendi conto che mi sono cannato la tua recensione? Ho fatto la figura dello snob! 😦 SOlo oggi cercando “avvocatolO” (perchè io mi cerco ahahaha) è spuntata furori questa! Ora la metto in homepage subito! Sorry!

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